Effetti collaterali di Steven Soderbergh: un thriller sull'abuso da psicofarmaci

Nel corpo del film di Soderbergh non mancano momenti complessivamente riusciti, anche grazie alla buona prova di Rooney Mara. E tuttavia il senso dell'operazione sfugge. Il formalismo ha sempre la meglio, ma non si fa mai forma, senso, provocazione visiva. Effetti collaterali conferma il manierismo del regista americano.

Imparare conoscere il concetto di affetto: l'ultimo pudico ritratto di Kiarostami

La delicatezza delle riprese, delle battute, degli sguardi regna sovrana ricordando molto le caratteristiche di un cinema asiatico: un ritmo tanto lento da far sembrare che l'immagine sia accarezzata. Un film leggero che vede solo finale il picco del brio e del rumore.

Kiki Consegne a domicilio è una perla d'animazione del maestro Miyazaki

Uno dei grandi film di Hayao Miyazaki, genio dell'animazione giapponese, che in patria (Giappone) viene venerato come una sorta di "Kurosawa dell'animazione". Miyazaki propone una regia in cui i personaggi paiono subito credibili e la regia non cede mai il passo alla retorica.

Il Grande Gatsby, un mélo tra il kitsch più sfrenato e Beautiful

Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann è la montagna (gigantesca) che partorisce il topolino: il cinema di Luhrmann è per i primi 30 minuti grandioso, intonso, irrefrenabile, senza controllo, ma nella seconda parte infligge allo spettatore una soap opera stile Beautiful piena di incongruenze. Carey Mulligan non funziona.

The Latest Horror Picture Show: Le Streghe di Salem di Rob Zombie

Le streghe di Salem di Rob Zombie è un meccanismo divertito e pervertito, di visionarietà pasticciata e d’una truculenza trasformata in sguardo rassicurante, come un car crash di Andy Warhol: una violenza consumabile come in un trip spettacolistico. L’horror è diventato malefiction.

Ryan Gosling il divo de Le Idi di Marzo e Drive

Ryan Gosling è un attore versatile che si fece notare per la prima volta nel 2001 con il film The Believer, in cui interpretava, giovanissimo, un ragazzino fanatico neo nazista.
La sua performance, asciutta, perfetta, cristallina, verrà ricordata negli anni a venire come una delle più mature degli ultimi dieci anni.


L'attore americano partecipa ad altre produzioni in pochi ruoli da caratterista come Formula per un delitto (2002), Le pagine della nostra vita (2004), Il caso Thomas Crowford (2007), fino d arrivare all'altra performance dopo The Believer, in cui si fa notare in un ruolo complesso e stravagante, nel film Lars e una ragazza tutta sua (2007), in cui interpreta uno strano ragazzo che vive una storia d'amore con una bambola. Il film viene lodato per il suo carattere d'indipendenza e per la delicatezza con la quale viene messo in scena un fatto del tutto inconsueto. Gosling e la sceneggiatrice Nancy Oliver ricevono svariati premi. Per Gosling è la seconda affermazione in un ruolo importante.


Gosling continua a macinare successi nel campo del cinema indipendente e gira altri due film con il regista-sceneggiatore Derek Cianfrance: Blue Valentine (2010) e Come un tuono (2012). Due film che non mettono la critica d'accordo.
Il vero successo però arriva con tre film: un thriller politico, un gangster movie d'autore e una commedia romantica, nell'ordine: Le Idi di Marzo di George Clooney, Drive di Nicolas Winding Refn e Crazy Stupid Love di Ficarra Requa, tutti del 2011.
Nel primo Gosling interpreta un addetto stampa che lavora per il segretario del Partito Democratico (quello vero, americano) interpretato a sua volta da Clooney, un collaboratore brillante che conoscerà l'arte della politica sporcandosi le mani, arrivando toccare con mano il sistema corrotto della politica USA. Un film molto apprezzato dalla critica e dal pubblico, la definitiva prova di maturità per l'attore americano.



In Drive Gosling interpreta un "driver" senza nome che nel film di Refn di giorno lavora come stuntman e di notte fa l'autista dei criminali, esperto nel seminare le tracce dagli inseguimenti della polizia. Nel film di Refn il driver aiuta un padre di famiglia ad uscire dai guai. Ci riuscirà solo in parte.
La storia è già sentita e in qualche maniera banale, ma lo stile di Refn si impone come puro genio di una messa in scena calibrata e tesa. Il film abbonda di scene cult e Gosling diventa definitivamente una star.
Il film, inoltre, vince il Premio per la miglior regia al Festival di Cannes e proietta Refn nella scena mondiale.



Nel terzo film Gosling diventa attore maturo, completando una sorta di quadratura del cerchio, interpretando una commedia romantica hollywoodiana, con una fisico che fa innamorare Emma Stone e i cuori delle spettatrici. E' una commedia rivolta al pubblico, che si diverte come è normale che sia e il box office americano risponde bene. Il fascino di Gosling è ormai noto anche al pubblico femminile e la sua stella brilla anche in film discutibili come Gangster Squad (2013).
Il futuro di Gosling è ora diviso tra Nicolas Winding Refn, con cui torna dopo due anni dal grande successo di Drive con Solo Dio Perdona (2013) e il nuovo film ancora senza titolo del bulimico autore Terrence Malick, che da The Tree of Life in poi non smette più di fare film. Forse per recuperare il tempo perduto.

Potenziale sovversivo e italianità: L'albero degli zoccoli


Questa è la settimana del festival di Cannes, giunto quest’anno alla sessantaseiesima edizione. Molti sono stati gli autori italiani celebrati nella storia della manifestazione, tra di essi merita una particolare menzione il maestro Ermanno Olmi.
Il regista de La cotta nel 1978 presentò in concorso, vincendo, un film “altro”, lontano dalle dinamiche sedimentate e accettate della cinematografia: il capolavoro L’albero degli zoccoli. Il film - girato utilizzando veri contadini e gente della campagna bergamasca che recitano in dialetto - è sia una grande prova di ricerca visiva e culturale sia una rappresentazione, tra le più forti, dell’accettazione tipica italiana dello status quo sociale. 


Il Grande Gatsby, un mélo tra il kitsch sfrenato e Beautiful


Il pronostico della vigilia sembra confermato, almeno dopo la prima visione. Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann è la montagna (gigantesca) che partorisce il topolino.


Sofia Coppola cineasta indipendente in cerca d'identità

Figlia del grande Francis Ford Coppola, autore di opere che hanno cambiato la storia di Hollywood, come La conversazione e Il Padrino, Sofia Coppola è una regista che si è sempre distinta per l'indipendenza artistica dalle major.




Carey Mulligan incantevole e determinata star inglese

Carey Mulligan, inglese (Westminister) classe '85, è un'attrice dal temperamento delicato, una figura quasi esile, mitigante un sorriso coronato da magnifiche fossette che imprimono grazia al suo volto discreto, dalla chioma sempre corta e sbarazzina.




Il Grinta e Django Unchained: il western dei Coen e di Tarantino

I campioni assoluti della teoretica hollywoodiana, contro il mastino deflagrante del citazionismo onnivoro. Questa la differenza-sfida tra i due principali autori-canoni del cinema americano odierno: i fratelli Coen e Tarantino. Può essere utile un parallelo tra Il Grinta e Django Unchained, gli ultimi due esempi di fenomenica di genere (lo western) cui i due autori si sono cimentati negli ultimi anni.