Eraserhead La mente che cancella

In un tempo imprecisato, in una immaginaria provincia americana situata nei pressi di un'industria, una strana coppia ha un bambino che si rivelerà essere un piccolo mostriciattolo. L'atmosfera che si viene a creare è densa di enigmi e di strani sogni.
    Diretto da: David Lynch
    Genere: horror
    Durata: 89
    Con: Jack Nance, Charlotte Stewart
    Paese: USA
    Anno: 1977
8.4

Henry è un tipografo che dopo una cena dai genitori della fidanzata scopre di essere diventato padre di un mostruoso feto. Difficile spiegare la sinossi dell’opera prima di David Lynch: il cult Eraserhead – La mente che cancella è una completa uscita di senso rispetto a qualsiasi percorso narrativo, un’opera che già mostra alcune suggestioni visive e incubi cinematografici che poi Lynch svilupperà nelle sue pellicole future.

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Difficile anche approcciarsi ad Eraserhead con raziocinio, perché anche nella follia della messa in scena e delle situazioni immaginate da Lynch, non c’è nesso o metafora (molti sostengono che sia un trattato sulla paura di essere padri), tutto in Eraserhead è pura anarchia visiva a partire dal bianco e nero di gusto espressionista, fino al gioco di luci e ombre.

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Quello che Lynch sembra voler fare, e pare esserci riuscito vista la giusta e meritevole considerazione che Eraserhead possiede tutt’oggi, è trasmettere un’inquietudine talmente profonda e radicata che oltrepassi lo sguardo dello spettatore per colpirlo direttamente nel subconscio. Tramite un’estetica horror e grottesca Lynch crea il primo di tanti incubi con cui ha celebrato la settima arte, attraverso il suo straordinario gusto visivo di artista a tutto tondo, riuscendo a formare una poetica d’autore che, forse, ha sempre mantenuto il terrore iniziato nel 1977 con questo suo film d’esordio, ma migliorandosi in complessità.

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Perché da qui Lynch parte con i suoi giochi della mente: il film è tutto un’allucinazione di Henry? Henry è una proiezione di qualcun altro? Cosa c’è di vero e cosa è falso? Eraserhead pone queste domande senza che vi sia alcuna risposta, divertendosi a far annegare lo spettatore nel dubbio della sua vista e delle emozioni provate. Come si diceva prima, Eraserhead può essere letto come parabola su una paternità deviata, una paura probabilmente dello stesso Lynch. Ma questa può anche essere solo una delle tante interpretazioni di un film che si presta a molte altre letture e limitarlo a una singola non pare corretto. Quello che lo spettatore può fare è lasciarsi trasportare dall’avanguardista Lynch, essenziale ma caotico, preciso ma terrificante. Perché Eraserhead è stato solo l’inizio di uno svelamento delle nostre paure più recondite, che Lynch ha poi saputo mostrare lungo tutta la sua carriera in modo egregio.

A proposito dell'autore

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20 anni, diplomato al liceo linguistico. La passione per il cinema lo ha travolto dopo la visione di Pulp Fiction. Ha frequentato un workshop di critica cinematografica allo IULM. I sui registi di riferimento sono Tarantino, Fincher, Anderson, Herzog e Malick. Ama anche anche il cinema indie di Alexander Payne e Harmony Korine. Oltre che su CineRunner, scrive anche su I-FilmsOnline.