Ultimamente ho avuto occasione di ripensare ad un film di Egoyan del 1994 Exotica e, contemporaneamente, ho visto un film agghiacciante di Tony Scott, Man on fire, un film che non meriterebbe neanche di essere citato, ma forse potrebbe dare un segnale dei tempi, degli anni ’00. Quanto era titanico e “aperto” il film di Egoyan sul locale di ballerine, tanto era dispotico e distopico il naufragante boato dell’inutile sciocchezza scottiana. Non che Man on fire sia un film reazionario, magari lo fosse! Riuscirebbe veramente a dire qualcosa sui tempi che corrono. Infatti, perchè il Ridley Scott di American gangster è così luminoso e preciso, nella sua calma incessante, una calma quasi politica e il filmetto di Tony Scott è così asessuato e vanamente vendicativo? Il cinema Tony Scott è organizzato così: prende tre immagini campione A, B, C e le sovrappone in modo tale che l’immagine A comprima l’immagine B e le immagini A-B comprimano l’immagine C, così facendo la mente non riesce a codificare le diverse immagini e non capisce quello che avviene. Tutto l’esatto contrario di quello che fa Ridley Scott che, a differenza di Tony, sostituisce alla sovrabbondanza visiva un telaio lineare, consequenziale “eastwoodiano” (per capire meglio, essendo Eastwood il cineasta campione della classicità e della semplicità drammaturgica) al suo cinema. E’ una differenza di stampo non politico, ci mancherebbe, semmai forse morale. Ed è una scelta decisiva, in quanto American gangster è un film limitrofo e audacemente concentrico, geometrico, copernicano, “manniano”, umile e non catartico, semplicemente umano.
Tornando ad Egoyan, quello che si può definire il suo capolavoro, Exotica è un film siderale e freddissimo, dominato da tinte lucide e fosche, un film che dopo 15 anni riserva la sua messa in scena ancestrale ad un pubblico che richiede all’immagine riflessa di non perdere il suo statuto di aureo, un film molto vicino ad altri capolavori degli anni ’90 come Heavenly creatures, In the mouth of madness, Twelve monkeys, ovvero il cinema dell’indecisione critica declinata al poema immaginifico.

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Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).