Philomena

Nel 1952 una donna ebbe un'avventura da adolescente, rimanendo incinta. Nel 2002 desidera vedere il figlio che all'epoca le venne tolto dalla Chiesa, a causa della sua giovane età. La aiuterà un giornalista che ha avuto degli attriti con il governo Blair.
    Diretto da: Stephen Frears
    Genere: drammatico
    Durata: 98'
    Con: Judi Dench, Steve Coogan
    Paese: UK, USA
    Anno: 2013
7.8

Philomena, l’ultimo film di Stephen Frears, presentato ai Festival di Toronto e Venezia, è tratto da una storia vera, raccontata nel libro “The lost Child of Philomena Lee” che, Martin Sixsmith ha pubblicato nel 2009.

È il 1952 e siamo in Irlanda. Philomena è stata disconosciuta dai genitori dopo aver avuto un rapporto con un giovane ed essere rimasta incinta. Costretta alla vita monacale presso il convento di suore a Roscrea, partorisce, con molte difficoltà, Anthony; ma potrà vederlo una sola ora al giorno. Non trascorrerà molto tempo da quando le suore decideranno di approvare le pratiche di adozione: il bambino le viene strappato via, senza pietà, e lei dovrà tacere.
Un salto temporale di cinquant’anni ci ripropone Philomena nel 2002 con una figlia adulta che, casualmente, incontra un giornalista ad una festa, decide di proporgli l’incredibile e dolorosa vicenda vissuta dalla madre: dopo qualche esitazione Martin accetta di interessarsi al caso. Il segreto viene finalmente svelato. Andranno insieme al convento a parlare con Suore riluttanti e insensibili di fronte al dolore di Philomena, viaggeranno senza sosta, alla ricerca di quel figlio negatole.
Philomena è una donna forte e serena, Martin un uomo agnostico e diffidente con un bel senso dell’humor. Un sodalizio perfetto tra fede e speranza, da un lato, e distacco, cinismo e obiettività, dall’altro. Anthony (che da adesso si chiamerà Michael) è stato portato in America sin da piccolo, ha vissuto lì tutta la sua esistenza lavorando come avvocato; ma da otto anni ha smesso di respirare.
Suo figlio è morto, non lo vedrà mai più. Si tratta di un ex-cursus che si dipana attraverso varie tappe, atto a ricomporre un puzzle complesso che la protagonista dovrà ricostruire e accettare.
Eppure, da un punto di vista giornalistico, è ancche una vicenda assolutamente interessante, avvincente, pregna di scoop e continui ostacoli.
Indagando sulla sua vita, Philomena viene a sapere che Anthony era gay e si era ammalato di HIV, causa della sua morte. Dopo aver incontrato tutte le persone a lui vicine, decide di fermarsi nelle ricerche. Suo figlio non aveva mai parlato delle sue origini; forse.
C’è un dettaglio che sfugge alla donna, ma che un occhio critico e analitico, come quello di Martin, non può non cogliere. E sono proprio le minuzie, talvolta impercettibili, a fare la differenza. Incontrerà l’ex compagno del figlio, al quale chiederà solo di conoscere chi fosse e come fosse.
Un lungo filmato mostrato dall’ex compagno alla madre, ne descrive i tratti, i sorrisi, la carriera. Ma non solo. La chiave per arrivare ad appurare l’identità di suo figlio è stata scoperta da Martin, che ha condotto la madre davanti alla porta dell’ex compagno di Anthony.
Philomena si è lasciata trasportare dall’emozione, dal dolore, fin quando c’è stato modo e tempo: ma poi arrivano i conti da dover fare e le decisioni da dover prendere, “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, potrebbe voler dire qualche uomo o donna di chiesa; ma altri potrebbero provare solo una forte amarezza verso chi, senza aver alcun diritto per farlo, ha deciso del destino altrui, privandolo della felicità con un figlio che non ha mai potuto conoscere.
Tra tabù, castighi e pregiudizi, tra fede e indifferenza, tra torto e ragione, è Philomena a pagarne le spese; quel dolore è il suo. E non è un caso che sia la suora a dire “Il dolore è la sua penitenza”. È la sua vita quella descritta, ed è una magra consolazione sapere che sono state le pagine di un libro a darle voce.

A proposito dell'autore

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Nata a Napoli, laureata in Conservazione del beni demo-etno-antropologici, con sotto indirizzo in Musica e Spettacolo. Dall'antropologia al cinema, passando per fotografia e documentarismo, queste le sue passioni e i suoi vizi!