As I Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty

Il regista Jonas Mekas ripercorre trent'anni della sua vita, dagli anni '70 fino agli anni '90, mettendo insieme i rullini contenenti le riprese dei ricordi della sua famiglia.
    Diretto da: Jonas Mekas
    Genere: documentario
    Durata: 288
    Paese: USA
    Anno: 2000
7.9

E’ finalmente disponibile dopo più di vent’anni dalla sua presentazione Fuori Concorso al Festival di Berlino 2001, l’opera magna del regista lituano statunitense Jonas Mekas, morto nel 2019, As i Was Moving Ahead Occasionally I Saw Brief Glimpses of Beauty (2000). Il film dura quattro ore e quarantotto minuti ed è costruito da un’incredibile assemblaggio dei rullini domestici del regista. Non posso dire quanti rullini abbia precisamente assemblato Mekas, non avendo in mano alcuna spiegazione riguardo al film e non avendo neanche il press book, solitamente distribuito dai festival. Il regista stesso lo afferma all’inizio di questo lungo e impegnativo film: “l’idea iniziale era di ordinare cronologicamente tutti i rullini, ma in seguito rinunciato, ho preferito lasciarli così com’erano”, così si ha davanti un flusso temporale che va avanti e indietro, mostrando le immagini della famiglia del regista, l’allora giovane moglie, la figlia Oona e tutti i momenti topici della loro esistenza, dal battesimo al saggio di danza.

Si ripercorre la New York della seconda metà degli anni ’70 fino alla fine degli anni ’90, con alcuni capitoli ambientati in Provenza. Il regista assembla il materiale usando una colonna sonora extradiegetica, ovvero che non corrisponde all’ambiente della presa diretta, così da conferire un sentimento di immortalità e autorevolezza eterna alle immagini. C’è da dire che la visione risulta ostica, estremamente ostica, in quanto il montaggio è a schiaffi, sbaffi, sempre semovente, raramente il regista tiene ferma la camera a contemplare i volti o il paesaggio. Io stesso avrei giurato di non poter resistere s quel tipo di ritmo sincopato per più di dieci minuti, ma in seguito ho compreso che le immagini costruivano un mosaico talmente umile e onesto, che il risultato finale assumeva una portata universale e quasi trascendente.

Con As I Was Moving Ahead… Mekas crea una concertazione immaginifica di ricordi tali da rendere la quotidianità un concerto di irripetibile stupore. Il documentario è suddiviso in 12 capitoli e propone una anti-narratività mai didascalica, non si tratta di un reportage, ma di una dichiarazione poetica, resa ancora più straordinaria dal lavoro di restauro, che restituisce immagini mai viste prima, con dei colori probabilmente mutati già rispetto alla prima copia datata 2000.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).