The Fabelmans

Sammy Fabelmans cresce in Arizona negli anni '50 in una famiglia ebrea. Si appassiona subito al cinema dopo aver visto "Il più grande spettacolo del mondo" di DeMille. Mentre la relazione dei genitori si incrina, Sammy inizia a girare piccoli film insieme ai compagni di scuola e col tempo, entra nel settore della produzione cinematografica.
    Diretto da: Steven Spielberg
    Genere: drammatico
    Durata: 151
    Con: Gabriel LaBelle, Michelle Williams
    Paese: USA
    Anno: 2022
8.2

Sarebbe straordinario se David Lynch vincesse l’Oscar come miglior attore non protagonista per i cinque minuti finali di The Fabelmans. Il regista di Velluto Blu si è voluto concedere questo sfizio importante, facendo la lezione a Sammy Fabelmans, che nel film è l’alter ego del giovane Spielberg. La scena dovrebbe giustificare il perché Spielberg ha diretto Lo squalo, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Jurassic Park. The Fabelmans non ha nulla di straordinario se non nella forma, dura mezz’ora di troppo, che già accadeva nel meraviglioso War Horse.

La scena girata con Lynch mette il sigillo formale, non necessario, alla carriera di Spielberg. Oggi non è più lui a comandare l’immaginario collettivo, bensì la televisione di Stranger Things e de La fantastica Signora Maisel. A differenza di Michelle Williams che recita in modo evidente per la vittoria dell’Oscar, Lynch non sembra pensarci minimamente. Durante la visione del film avevo completamente dimenticato che prima o poi sarebbe spuntato Lynch, lo sapevo che era presente nel cast, ma non conoscevo il momento fatidico. Poi, all’improvviso, arriva. E l’effetto è spiazzante. Lynch aveva già recitato nella serie Twin Peaks, nelle tre stagioni e, soprattutto, in Fuoco cammina con me! c’era stato un suo piccolo cammeo, travestito da barbona: anche riguardando oggi quella scena, Lynch è irriconoscibile, bisogna fare un grosso sforzo per accorgersi che dietro tutta quella la sporcizia c’è il regista.

Lynch recita così. Senza pretese. E questo gli costerà la nomination. Nel senso che gli americani prenderanno in considerazione performance più esplicite, più chiare. L’autore di Velluto Blu non è mai stato un regista chiaro, come dimostrano gli incubi oscuri di Strade perdute. Forse la scena finale di Tha Fabelmans non è tratta neanche di una dichiarazione d’amore nei confronti del cinema. Perché due registi agli antipodi hanno deciso di collaborare insieme? Forse si tratta solo di una pacca sulle spalle tra due anziani protagonisti della settima arte durante il secolo scorso.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).