Lo straordinario viaggio di T. S. Spivet

T.S. Spivet, bambino prodigio nel Montana, decide di nascondersi su un vagone di un treno merci per andare a Washington D.C a ritirare un prestigioso premio, assegnatogli come fosse un adulto. Scopriranno alla fine, quando ritirerà il premio, che è solo un bambino.
    Diretto da: Jean–Pierre Jeunet
    Genere: Avventura
    Durata: 105
    Con: Kyle Catlett, Helena Bonham Carter
    Paese: FRA, AUST
    Anno: 2013
7.1

“Cara famiglia Spivet, starò via un po’ di tempo per sistemare qualche lavoro. Non preoccupatevi starò bene.” Da qui parte il viaggio, e il film stesso, del piccolo genio Spivet, alla ricerca della propria realizzazione, di una consacrazione che poi apparirà frivola rispetto a ciò da cui all’inizio si allontana, quegli stravaganti personaggi surreali che infondo però sono la sua famiglia. E’ un’ode all’America, a quella dagli sconfinati paesaggi, anche se da cartolina, in cui sono i colori smaccatamente eccessivi e gli atteggiamenti bizzarri di personaggi improbabili a caratterizzare il mondo (cinema) del piccolo genio Spivet,  alter ego di Jeunet stesso, entrambi  dediti alla creazione, all’invenzione, alla scoperta. Sono bizzarri, eccentrici i personaggi di Jeunet, anche se appare evidente quanto abbia attenuato i virtuosismi rispetto a ll favoloso mondo di Amélie (2002), che ne ha consacrato il successo.

"The Selected Works of T.S.Spivet"   Day 41 "The young and Prodigious Spivet" Photo: Jan Thijs 2012

Presentato alla scorsa edizione del festival Internazionale del Film di Roma, Jeunet muove i primi passi nel cinema dedicandosi sin dagli inizi alle tecniche d’animazione, che caratterizzerà il suo cinema a venire, realizzando poi diversi spot come quello per Chanel o la Peugeot, fino a Delicatessen, primo film che lo pone all’attenzione della critica, diretto con il disegnatore e regista francese Marc Caro e marcato da una piacevole vena grottesca e di sarcasmo che lascerà, nei film successivi, spazio ad accenti più intimi e sentimentali. Utilizzando il tradizionale viaggio come metafora della crescita, appare così l’ultimo delicato lavoro di Jeunet, lievemente avventuroso, in cui solo a tratti lascia intravedere accenni di una costruzione filmica ricercata, come si fosse affievolito, quasi snaturato, quello spirito iniziale di eccentrica stravaganza.

A proposito dell'autore

Avatar photo

Nata a Roma nel 1978, è laureata in storia e critica del cinema e scrive su diverse riviste del settore. Nel 2012 pubblica "The End - La Solitudine dello spettatore", edito da cinema sud, presentato alla Libreria del Cinema a Roma. Ama Billy Wilder, Max Ophuls, Almodovar e tutto il cinema di fronte al quale un semplice spettatore non può distogliere lo sguardo.