The Deep Bue Sea

La storia d'amore impossibile tra una donna e un aviatore, nell'Inghilterra del dopo guerra.
    Diretto da: Terence Davies
    Genere: drammatico
    Durata: 98'
    Con: Rachel Weisz, Tom Hiddleston
    Paese: UK
    Anno: 2011
6.7

Gli attori non sono burattini, sono persone e le persone vanno capite, come esseri dotati d’intelligenza e di capacità di critica e di recettività mentale. Rachel Weisz, la bellissima attrice dal volto elegante, raffinato, dal carattere complesso e dalla mentalità aperta entra nel discorso cinema-rivelazione ideato da Terence Davies nel suo ultimo mélo The Deep Blue Sea, uscito nel 2011, in tutto il mondo tranne che in Italia (ma si attende in questo senso una risposta in senso contrario da parte della distribuzione italiana).

The Deep Blue Sea è il ritorno alla regia di uno dei grandi cineasti dimenticati del cinema inglese, Terence Davies, autore di alcuni corti in b/n degli anni ’80, raccolti nella trilogia omonima The Terence Davies Trilogy, di Voci lontane…sempre presenti, di Il lungo giorno finisce, The Neon Bible e The House of Mirth uscito in Italia con il titolo La casa della gioia, dove nel cast comparivano Gillian Anderson e Dan Aykroyd, nel 2008 porta a Cannes il suo documentario su Liverpool Of time and the city e dopo questo The Deep Blue Sea si appresta a girare A quiet passion con Cynthia Nixon.
The Deep Blue Sea è tratto da una pièce di Terence Rattigan, mette in scena l’amore tra due anime in contrasto, l’equazione dei sentimenti in una ricostruzione d’epoca, nell’Inghilterra del dopoguerra, dove la fotografia pastosa e fosca diventa vettore di un forte contrasto tra i due amanti che si rendono vittime di un gioco paratattico di delusioni e solitudini reciproche.

Si diceva all’inizio di Rachel Weisz. In questo film l’attrice inglese per la prima volta compare come realmente partecipe di un gioco emotivo dotato di un senso e di un’eleganza consapevoli di trafiggere corde tese allo spasimo. La performance è degna di una grande attrice, il volto dell’attrice appare finalmente dotato di una verve cristallina e i duetti con l’ottimo Tom Hiddleston (molto più a suo agio qua che nelle baracconate di Thor e The Avengers) sono carichi di tensione e intimamente vissuti.
Forse solo un regista omosessuale poteva conferire verità ad un intreccio così poco originale e potenzialmente pieno di patetismi da soap opera, ma Davies sa il fatto suo, costruisce sui volti degli attori un discorso rarefatto ed emozionante, rendendo l’amalgama del mèlo insieme morbida e ruvida, raffreddando la narrazione e innestandola in un complesso gioco di tonalità calde che fungono da vettore di senso di un’epoca ormai remota.