Jeanne

In Francia, nel 1492, durante la Guerra dei Cent’anni, Jeanne, guerriera di Dio, dopo aver ridato il legittimo trono al sovrano di Francia, parte per la guerra che infuria a Parigi, viene sconfitta e finisce nelle carceri inglesi, i quali la processano per eresia a Rouen.
    Diretto da: Bruno Dumont
    Genere: storico
    Durata: 137
    Con: Lise Leplat Prudhomme, Benoit Robail
    Paese: FRA
    Anno: 2019
5.8

Jeanne è il capitolo numero due, dopo Jeannette l’enfance de Jeanne d’Arc, Bruno Dumont prosegue caparbio, rigoroso, gelido, talvolta magnificamente pedante la sua analisi storico-poetica su Giovanna d’Arco, puntualmente trasfigurata da Lise Leplat Prudhomme, vero e proprio miracolo di casting, così come tutto il resto degli attori, perfettamente in parte. L’esperienza cinematografica di Jeanne è di livello altissimo, non è riferita ad un pubblico ampio, bensì a quei pochi che saranno disposti ad accettare il gioco stilistico del regista francese, tra lo stilizzato e il documentaristico.

Si tratta di un cinema purista, purissimo, dalla concezione immaginifica gelida, dove il singolo gesto all’interno del quadro vale come una tempesta in un lago ghiacciato. Dumont utilizza i quadri visivi e le lente carrellate in modo tale da descrivere un impianto visivo che si espanda nel tempo e nel luogo. Il francese usato nei dialoghi risalta brillante, in una lingua compatta e estroflessa, dinamica, al limite col mistero della dizione introversa, i volti sembrano scavati all’interno di un limbo figurativo che rimane impassibile e materico anche dopo la visione.

Questo cinema così fuori dal mercato e dalle più consuete visioni, si configura come un’opera poetica che è rivolta verso il futuro e pensata per un passato che ancora viene interrogato. Dumont usa la mdp come un telaio vergine, dove vengono lasciati i segni indelebili di un passaggio della Storia che forse non si riuscirà mai a comprendere del tutto. Grande cinema. Più difficile e impegnativo rispetto al musical di Jeannette, Jeanne richiede più tempo e maggiore abnegazione per essere capito e apprezzato.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).