La scarpetta di vetro

Cindy è maltrattata dalle sorellastre e dalla matrigna. Un giorno una fata le offre la possibilità di andare al ballo del principe.con un sontuoso abito.
    Diretto da: Charles Walters
    Genere: commedia
    Durata: 93
    Con: Leslie Caron, Michael Wilding
    Paese: USA
    Anno: 1955
6.5

Il cinema ritorna sempre per caso nei modi più improponibili e imprevisti. In assoluto. Charles Walters fu uno specialista di musical negli anni ’50. La scarpetta di vetro del 1955, viene ora rivisitato in una edizione Blu Ray che gli restituisce una seconda vita. Si tratta della storia di Cenerentola. Nel 1950 era uscito quello che poi diventerà il classico per antonomasia, la pietra di paragone per tutti i film in costume e i musical a venire sul tema della giovane ragazza che si deve affrancare dalla matrigna sposando il principe azzurro, compresa la versione 2015 ad opera di Kenneth Branagh, dove Lily James calamitò tutti gli sguardi.

Questa versione del film Disney con attori determina la sua necessità d’essere con la presenza di Leslie Caron. La scarpetta di vetro è uno dei film minori sia del regista Walters, sia di Leslie Caron (famosa all’epoca per Gigi di Minnelli), trattato con diffidenza dal Mereghetti, in una scheda vecchia probabilmente di vent’anni, frutto di una frettolosa visione televisiva e che necessiterebbe di una riscrittura più ampia, forse non per modificare il giudizio negativo (* 1/2), ma semplicemente per una maggiore completezza di analisi, davanti ad una nuova edizione restaurata.

Il film di Walters rispetto al capostipite Disney uscì cinque anni dopo e il tessuto narrativo è quasi identico, fatta la differenza con alcune scene clou (quando Cenerentola si presenta con il vestito davanti alle sorellastre per andare al ballo, loro glielo distruggono; il finale dove il Re organizza la ricerca della proprietaria della scarpetta e la matrigna per non fargliela provare la chiude nella stanza), l’interesse maggiore di Walters sta nella direzione delle scene oniriche in cui sono inserite le parti musicate, dove si può apprezzare maggiormente il talento di Leslie Caron.

La scarpetta di vetro non ha grandi ambizioni e dovrebbe e potrebbe risulta datato a distanza di 66 anni ma il lavoro di restauro rende l’esperienza della visione quanto meno unica, straniante e riesce nell’impresa di svecchiare l’occhio dello spettatore postmoderno, abituato all’inutilità del narrato. Si tratta di un estetica dove il musical dal colore passa ad una raffigurazione dei corpi intesa come l’armonia dell’assoluto, in uno spazio dove l’illusione domina su tutto.