La gelosia

Un giovane attore di teatro trentenne, molto povero, ama una donna e vive insieme a lei con il figlo avuto da una precedente relazione. La donna con cui convive è un'ex stella del cinema, cui lui tenta di far ottenere un ruolo. La donna prima lo tradisce e poi lo lascia. Il giovane tenta il suicidio.
    Diretto da: Philippe Garrel
    Genere: drammatico
    Durata: 77'
    Con: Louis Garrel, Anna Mouglalis
    Paese: FRA
    Anno: 2013
6.2

Louis ha trent’anni, è attore teatrale, ha una figlia che ama e lascia la sua compagna per Claudia, attrice anche lei. Il comportamento e l’insoddisfazione di Claudia portano la donna a tradire Loius con amanti occasionali, fino a che non trova l’amore con un altro uomo. Disperato, Louis tenta il suicidio e cerca l’aiuto della figlia e della sorella, uniche persone di cui si può fidare.

Presentato in concorso a Venezia 2013, il nuovo film di Philippe Garrel pare a prima vista un film dal sapore stantio e invecchiato con quel bianco e nero ostinato, l’essenzialità della messa in scena e del racconto che riporta alla mente il modello della Nouvelle Vague. Ma La jalousie è una pellicola elegantemente fuori dal tempo ma non fuori tempo, una cartolina già spedita ma non rovinata, che trova il giusto equilibrio nei toni e non esaspera la propria forma.
Garrel ha realizzato forse non il suo film migliore, ma quello più deliziosamente pacato, 77 minuti di cinema fluttuante che ha la divertita presunzione di raccontare una storia e una tematica che nasce come la più vecchia di tutte e quindi anche la più moderna: l’amore in tutte le sue complessità, che sia il rapporto di coppia o il rapporto tra un padre e la propria figlia, il regista francese trova la via della dolcezza cinematografica, in un film che entra nello spettatore senza essere invasivo ma che si fa strada in punta di piedi.
Perché in La Jalousie Garrel traccia una trama universale che tocca tutti e l’approccio stilistico scelto non fa danno o pregio, non permette slanci teorici fuori portata, ma riesce a sospendere il film in un proprio sguardo che può essere a seconda di come lo si voglia vedere il più complesso ma anche il più semplice possibile. Poi che Garrel racconti se stesso e la sua vita (il personaggio del figlio Louis è modellato sul padre del regista, e simbolicamente Garrel senior fa interpretare se stesso a una bambina), sembra significare di un film che pare “vecchio” ma che cerca la propria rinascita in una giovinezza ri-filmata.

A proposito dell'autore

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20 anni, diplomato al liceo linguistico. La passione per il cinema lo ha travolto dopo la visione di Pulp Fiction. Ha frequentato un workshop di critica cinematografica allo IULM. I sui registi di riferimento sono Tarantino, Fincher, Anderson, Herzog e Malick. Ama anche anche il cinema indie di Alexander Payne e Harmony Korine. Oltre che su CineRunner, scrive anche su I-FilmsOnline.