Ruby Sparks

Il giovane romanziere Calvin ha avuto grande successo con il suo primo romanzo. Ma ripetere il miracolo è assai difficile, allora Calvin immagina una ragazza, Ruby, per concentrarsi sul lavoro. Ma la ragazza prende vita realmente e per Calvin iniziano i guai.
    Diretto da: Jonathan Dayton, Valerie Faris
    Genere: commedia
    Durata: 104'
    Con: Paul Dano, Zoe Kazan
    Paese: USA
    Anno: 2012
6.6

Poteva essere un esercizio sulla morale del dubbio, un divertente, corrosivo apologo sulla caducità del reale, un fuoco d’artificio ben orchestrato senza perdere mai la bussola, senza mai perdere i fili del discorso. Poteva, ma ne esce un pastiche discretamente modellato su due attori in forma (Paul Dano e Zoe Kazan), che non rispetta fin in fondo le ottime premesse.

Lo scrittore Calvin Weir-Fields (Dano), durante una crisi d’ispirazione va dal suo ana analista e in seguito, dopo aver sognato una ragazza l’ispirazione ritorna in lui viva come un tornado. Se non fosse, che la ragazza di cui sta scrivendo si materializza veramente. Sogno? Realtà? Allucinazione? Prodromi di un tumore al cervello? No, perché la ragazza esiste veramente e anche gli altri possono vederla.
Inizia così un dipanarsi di due situazioni: la prima, in cui viene raccontata la follia di Calvin che descrive il suo personaggio, rendendosi conto che tutto ciò che lui scrive su di lei accadrà veramente; la seconda, ovvero, lo stupore di amici e parenti vedendo questa ragazza insieme a Calvin.
Il fatto è che la prima parte dice cose utili allo svolgimento di una trama mèlo-fantasy, la seconda la si guarda con una sensazione di deja-vu e sciatteria registica, anche per colpa di un cast non sempre azzeccato (Bening, Banderas).

In fondo Ruby Sparks è un film sulla scrittura, basato su una storia avvincente, forse non del tutto originale ma comunque talmente semplice e di sicura efficacia, da generare subito ilarità ed interesse.
Un particolare non indifferente: lo script è firmato dalla stessa attrice che interpreta Ruby: la giovane Zoe Kazan, mente la regia è affidata alla coppia DaytonFaris, reduce dal grande successo indipendente di Little Miss Sunshine (2007).
Nel cast Paul Dano fa la parte del leone, mostrando come ormai sia maturo per qualsiasi tipo di ruolo, anche se non riesce a raggiungere la stessa intensità vista nel magistrale Il Petroliere (2007) di Paul Thomas Anderson. Ma non tutti i registi possono vantare la sua caratura estetica.
La commedia è sicuramente fresca, ben dosata, il ritmo non cede mai, si tratta di un cinema indipendente americano molto al di sopra della media, in cui la costruzione della tensione tra i personaggi è ancora considerata una cosa seria. Comunque, rimane pur sempre un cinema radicalmente diverso, per prendere un altro regista americano che lavora ai margini del Sistema, da quello di Jason Reitman, dove la consapevolezza di tono e di ritmo è molto più pregnante, data da una teorica acida che consente un maggiore sviluppo di personaggi veramente complessi e disorientati, perché immersi nel maelstrom delle decisioni imponderabili.

La coppia DaytonFaris non raggiunge i livelli di Reitman, ma tenta per lo meno ad avanzare uno schema interpretativo tra gli attori in gioco, attuando uno scarto tra riso e commozione, volando basso, situandosi nel seme di una commedia romantica in equilibrio netto con la saccarina, rivoltando sempre i cliché e eliminando la ripetizione del classico schema catartico della relazione amorosa, conoscersi/mettersi insieme/lasciarsi/ritrovarsi. In Ruby Sparks non c’è la scena della conoscenza (perché Ruby appare non appena Calvin ha scritto di lei), né quella del lasciarsi (perché Calvin elimina il suo personaggio dal romanzo), mentre quella del ritrovarsi viene ribaltato secondo un’ellissi dettata dal caso: i due si trovano in un parco e si conoscono, come fossero due perfetti sconosciuti. La commedia classica dovrebbe iniziare, ma il film finisce. DaytonFaris potevano e dovevano fornire una dialettica più slanciata, più teorica, più snobistica, inventarsi un abisso esistenziale senza via d’uscita. Non ne hanno avuto il coraggio.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).