Il volto di un'altra

Bella è la conduttrice di un programma televisivo sulla chirurgia estetica che sta ricevendo bassi ascolti. Un incidente le sfigura il volto. Il marito chirurgo plastico promette di ridarle la bellezza perduta.
    Diretto da: Pappi Corsicato
    Genere: commedia
    Durata: 84'
    Con: Laura Chiatti, Alessando Preziosi
    Paese: ITA
    Anno: 2012
6.8


Il volto di un’altra, film diretto dal regista PappiCorsicato è una commedia grottesca e ingannatoria. L’influenza del suo maestro Pedro Almodovar è riscontrabile nella cernita del tema quanto nella capacità di raccontare qualcosa di coscienzioso e importante attraverso l’uso di allegorie, umorismo e una precisa e valida tecnica registica.

I movimenti di macchina, la scelta fotografica come i tagli d’inquadratura mostrano chiaramente la preparazione e l’assoluta professionalità di un director d’origine napoletana e di formazione internazionale. Laura Chiatti interpreta Bella, una donna che lavora in una trasmissione televisiva con suo marito Renè (Alessandro Preziosi), chirurgo estetico. Non meraviglia la selezione del cast: due affascinanti attori dall’indubbio bell’aspetto che conoscono perfettamente le regole del gioco.
Corsicato riflette sulla variabilità di chi svolge un’attività improntata sulla cura del corpo e dell’immagine. Tutto può cambiare da un momento all’altro. Quel volto può uscire di scena improvvisamente a causa di una ruga in più o in quanto presenza a cui passivi ci si abitua. Il mondo dello spettacolo, comprendente dunque cinema, teatro e televisione non risparmia nessuno su questo principio: se non sei cool sei fuori dal mercato. Questo è il motivo per il quale Bella decide di cambiare viso a seguito di un’incidente. La notizia le  consente di riguadagnare gli ascolti e l’attenzione di chi aveva imparato a trascurarla.
Il volto di un’altra inganna lo spettatore celandosi sotto una locandina dalla raffigurazione suggestiva e lasciando presumere di star per assistere ad una proiezione che abbia una profonda etica. Non è così, se non velatamente. Non c’è nulla realmente collegabile al film La Pelle che abito, prodotto filmico di Almodovar che affronta questa complessa tematica. Ci si preoccupa della forma prima che del contenuto anche nella narrazione: far sorridere raccontando una verità, il giusto compromesso per non far annoiare e denunciare una gravità. Ma il rischio è quello di rendere scontato e banale il senso e il filo descrittivo, proprio come in questo caso.

A proposito dell'autore

Francesca Saveria Cimmino

Nata a Napoli, laureata in Conservazione del beni demo-etno-antropologici, con sotto indirizzo in Musica e Spettacolo. Dall'antropologia al cinema, passando per fotografia e documentarismo, queste le sue passioni e i suoi vizi!