I fratelli Sisters

1851, selvaggio West. I fratelli Sisters, Eli e Charlie inseguono il misterioso Hermann Kermit Warm, dall’Oregon fino a San Francisco, in quanto incaricati dal Commodoro di eliminarlo. Nel lungo inseguimento tra i due fratelli nascono dubbi sul loro futuro, e il loro piano subirà inattese pieghe.
    Diretto da: Jacques Audiard
    Genere: western
    Durata: 122
    Con: Joaquin Phoenix, John C. Reilly
    Paese: Fra, USA
    Anno: 2018
7

Lo sguardo francese sul western cambia le prospettive di visione del genere. Con I fratelli Sisters Jacques Audiard si approccia ad un modo alternativo di inquadrare i totali e i primi piani, gli sfondi, i silenzi, rispetto alle estetiche postmoderne, tornando ai territori vergini di un genere che negli ultimi tempi aveva subito diverse contaminazioni, tra le quali la più evidente è quella dei fratelli Coen, non tanto per La ballata di Buster Scruggs, bensì per il loro film più stilizzato, studiato in ogni minimo dettaglio, Non è un paese per vecchi; invece nel caso dell’utilizzo di scenari western da parte di Paul Thomas Anderson ne Il Petroliere, si aprirebbe un capitolo a parte, tale è la particolarità del suo lavoro sul genere.

L’ultimo western classico lo aveva fatto Andrew Dominik, con L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (2007), con i suoi tempi dilatati e il rispetto per gli spazi della frontiera. I fratelli Sisters riprende quel rispetto per la frontiera (soprattutto nelle due sequenze straordinarie dell’approdo dei due fratelli alla spiaggia con il mare che si apre nella sua immensità a perdita d’occhio, e in quella in cui la coppia ammira il panorama in cima ad una valle), cercando dispute anchilosate nel tempo interno di ogni location, trovando inediti spunti metafisici.

Il tema della caccia al misterioso chimico, inventore di una formula con cui cercare l’oro in modo sistematico, si trasforma in una ricerca di sé e del proprio ruolo, in un mondo in piena trasformazione. C’è da pensare che Audiard abbia pensato di dirigere un western da svariati anni, perché l’attesa di concepire inseguimenti a cavallo e sparatorie si sente tutta, tangibile e prosaica. Quello come I fratelli Sisters è uno di quei film studiati per anni e poi alla fine realizzati, con la calma precisa di chi sa di avere in mano il modello-cinema per eccellenza.

Sarebbe interessante un raffronto con il film più importante, famoso, rappresentativo del regista francese, quell’Un Prophete (2009) che fece commuovere Tarantino a Cannes. Nel film con Niels Arestrup c’era già una perfetta scansione temporale innestata su di un complesso congegno narrativo, dove ogni singolo elemento andava al suo posto. Ne I fratelli Sisters Audiard è come se avesse giocato fuori casa, raccontando l’epopea western rispettandone tutti i dettami con un rispetto quasi religioso per i maestri del genere ma riuscendo comunque ad imporre la sua visione, stravincendo con un gioco raffinatissimo e sperimentale. Questi sono film che valgono un carriera, la cui riuscita supera persino le aspettative del suo stesso autore.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).