Kiki Consegne a domicilio

Kiki è una giovane strega che a 14 anni abbandona il piccolo villaggio di campagna in cui viveva per approdare in una grande città in Europa, dove lavorerà consegnando pacchi a domicilio.
    Diretto da: Hayao Miyazaki
    Genere: animazione
    Durata: 103'
    Paese: GIAP
    Anno: 1989
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Kiki Consegne a domicilio (1989) è uno dei grandi film di Hayao Miyazaki, genio dell’animazione giapponese,  che in patria (Giappone) viene venerato come una sorta di “Kurosawa dell’animazione” e che in Italia non ha mai fatto grandi incassi (e continua a non farli nemmeno con quest’ultimo).

Si sa, un paese come l’Italia è troppo ancorato alla logica disenyana perché i film di Miyazaki possano avere una qualche risonanza.
Kiki Consegne a domicilio è un gioello e si farà una certa fatica a riabituarsi alla nuova animazione completamente digitalizzata della Hollywood di oggi, dopo aver visto (o rivisto) i disegni animati di questo film.
Dato che tutta la filmografia miyazakiana si può considerare come un corpus unitario mi limiterò ad elencare i motivi di differenza che sussistono tra questo film e gli altri classici del regista giapponese.
Rispetto a Il Castello nel cielo (1986), che è il film più complesso di Miyazaki insieme a La Città Incantata (2001), Kiki Consegne a domicilio è uno dei suoi film più semplici, anche se rimane in comune l’aspetto favolistico della trama. In Kiki Consegne a domicilio ad esempio manca la dicotomia tra buoni e cattivi come ne Il Castello nel cielo, non è un film d’azione e la costruzione dei personaggi non devia dall’ordinaria amministrazione. Il Castello nel cielo rimane un film a più strati, forse persino di difficile comprensione per un pubblico infantile.
Rispetto a Il mio vicino Totoro (1988) ci sono molte assonanze. Si tratta di due favole dall’esito positivo, c’è in entrambi una rappresentazione delicata e poetica della famiglia, lo stile favolistico si amplia in una concezione mai vista dell’infanzia, come luogo di scoperta e di fantasia. Ne Il mio vicino Totoro c’era una rappresentazione molto forte della natura, come anche in questo Kiki.
Rispetto a Porco Rosso (1992) le differenze si sprecano. L’aspetto favolistico in Porco Rosso c’è ma è sottinteso, essendo la storia del protagonista Marco Pagot trasformato in porco, tutta fuori campo.
Porco Rosso è un film d’azione (come Il Castello nel cielo) e una love story anch’essa sottaciuta, che in Kiki non si vede, sostituita da una storia d’amicizia della giovane strega con un ragazzino del luogo dove la strega di trasferisce.

Porco Rosso rimane una delle produzioni più anomale di Miyazaki.

Rispetto a Princess Mononoke e La Città Incantata le differenza sono notevoli. In questi ultimi due film ci sono dei cattivi e i due film appaiono come due film d’azione, sulla scorta di opere quali Il Castello nel cielo e per certi versi Porco Rosso.
Essendo Kiki principalmente una commedia, gli ultimi film di Miyazaki virano molto di più verso una concezione più complessa e movimentata dell’animazione.
Kiki Consegne a domicilio è anche un film molto lento e meditativo, nonostante non appaia mai noioso, in quanto Miyazaki propone una regia molto “kurosawiana” in cui i personaggi paiono subito credibili e la regia non cede mai il passo alla retorica.

In definitiva, il film di Miyazaki si offre come duraturo simbolo di quello che Hollywood oggi raramente riesce ancora a fare: emozionare senza necessariamente raccogliere quei consensi unanimi che la Disney riusciva ad ottenere ai tempi di classici come Aladdin (1992).

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).