Inside Man

New York. La Manhattan Trust, una delle più famose banche americane, viene presa d'assalto da una banda di criminali professionisti, che fa capo al meticoloso Dalton Russell. Il detective Keith Frazier è incaricato di indagare sul caso.
    Diretto da: Spike Lee
    Genere: poliziesco
    Durata: 129
    Con: Denzel Washington, Clive Owen
    Paese: USA
    Anno: 2006
7.5

Forse non molti sono disposti a credere che all’inizio degli anni 2000 l’industria di Hollywood attraversò un periodo di crisi, che definire “nera” forse è poco. Le cause possono essere molteplici. Allo stato attuale basta semplicemente notare come la maggior parte (forse addirittura la totalità) delle produzioni dell’epoca oggi non abbiamo passato la prova del tempo. Il binomio forma-contenuto, il desiderio per la ricerca del nuovo all’interno di una concezione classica, andò perduto. L’industria si trovò con le spalle al muro. Non si deve fare mistero che il clima pre e post 9/11 abbia avuto un’importanza quanto meno parziale (qualcuno direbbe decisiva).

(L-R) Denzel Washington and Chiwetel Ejiofor star as Detective Frazier and Detective Mitchell in the tense hostage drama INSIDE MAN, from Director Spike Lee.

(L-R) Denzel Washington and Chiwetel Ejiofor star as Detective Frazier and Detective Mitchell in the tense hostage drama INSIDE MAN, from Director Spike Lee.

In questo scenario l’uscita, nella seconda metà del decennio, di un poliziesco come Inside Man (2006) rimane un evento del tutto inaspettato. Il crocevia di un destino produttivo avverso (l’iniziale partecipazione di Ron Howard) viene sconvolta dall’inserimento in cabina di regia di un regista da cui ma ci si sarebbe potuto aspettare una tendenza classicità ed una pulizia grafica così notevoli. Con Inside Man ogni dubbio sulla salute del Sistema viene fugato. La macchina narrativa funziona. Il mosaico della struttura in surplus trova la propria definizione nel fulcro di una serrata dialettica detective/criminale professionista. E non ci sono spigolature derivative, scopiazzature dai maestri, illogicità, piagnistei o una regia fracassona. Praticamente un miracolo estetico.

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La gemma di una perspicacia evolutiva così raffinata la si deve imputare allo sceneggiatore Russell Gewirtz, ingegnere informatico, che aveva collaborato a due episodi della serie tv Blind Justice (2005). Il suo lavoro è una manna per il Sistema e per Spike Lee, regista che s’introduce nella produzione praticamente all’ultimo e decide all’interno di un lavoro già magnificamente stratificato, quali siano le immagini da scegliere, quali le battute da mettere in bocca agli attori, quale fotografia sarà degna di essere ammirata. Tutte cose semplici, si dirà. Ma tutte cose che in questo decennio sono mancate. Come ad esempio le facce. Denzel WashingtonClive OwenJodie FosterChristopher Plummer. E il gioco è fatto. Il cerchio si chiude alla perfezione. Mai c’è stato un cinema così pulito e architettonico come quello di Inside Man negli anni 2000, mai un regista del tutto avulso dal genere è riuscito ad imprimere una svolta così radicale alla propria filmografia.

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“La restaurazione del classico” è un’operazione che in pochi riescono ad attuare. Perché la magia si compia la Produzione non deve interferire nel modello di gioco. Il Sistema è un organismo dagli ingranaggi delicati. Spike Lee si è inserito nelle maglie temporali con un’astuzia e un’intelligenza fuori dal comune. Il fatto che il cast abbia offerto performance così cristalline è il segno che nel regno dell’effimero quale è Hollywood la rinascita dopo un lungo periodo di crisi è sempre possibile. Certo, gli addetti ai lavori devono essere in grado di poter effettuare un cambio di rotta in corso, una volta messi in condizione di esprimere il loro meglio su un telaio drammatico-narrativo di un certo livello. E’ per questo che la storia di una banale rapina ad una banca diventa il centro di un’azione tellurica che ve ben oltre lo schermo, installandosi perpetuamente nella memoria sia dello spettatore attento, sia del semplice fruitore di trame criminali.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).