Non essere cattivo

Anni '90, periferia romana dalle parti di Ostia. Due amici, Vittorio e Cesare, sono piccoli ladruncoli di quartiere. Nelle loro scorribande criminali Cesare prende una brutta china, Vittorio si distanzia da lui sperando di salvarsi.
    Diretto da: Claudio Caligari
    Genere: thriller
    Durata: 100
    Con: Luca Marinelli, Alessandro Borghi
    Paese: ITA
    Anno: 2015
7.4

Claudio Caligari è scomparso lo scorso 26 maggio a 67 anni, appena terminato il montaggio di Non essere cattivo, opera accolta con tutti gli onori alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia, dove il suo capolavoro postumo è stato presentato Fuori Concorso. Sono passati più di venti anni da Amore tossico, diretto antecedente della pellicola, con il quale si chiude l’ipotetico circolo tramite una citazione inserita già nell’incipit del film, dove i protagonisti Vittorio e Cesare si ritrovano su un pontile di Ostia a mangiare il gelato. Torna sempre Ostia nella filmografia del regista, ripresa tramite la lente delle atmosfere pasoliniane di inizio anni Sessanta, per dipingere uno struggente spaccato della quotidianità di borgata.

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Luca Marinelli e Alessandro Borghi, i due “fratelli per scelta” del film, sono incredibili: magri, ossuti, incredibilmente credibili nei ruoli di due ragazzi di periferia, senza lavoro né voglia di cercarlo, dediti al vagabondaggio tra locali e bar notturni, che ammazzano il tempo tra una tirata di coca e una pasticca buttata giù con l’ immancabile bottiglia di liquore. Borghi che interpreta Vittorio ricorda molto il Mark Renton di Trainspotting, con gli occhi spiritati e le allucinazioni che lo perseguitano ormai anche senza l’aiuto di sostanze. Cesare ha il volto stanco e affilato di Luca Marinelli (la rivelazione de La solitudine dei numeri primi), che tenta il riscatto sociale tramite l’ aiuto dell’amico, ma proprio non ci riesce, la prospettiva dei soldi facili dovuti allo spaccio delle nuove droghe lo risucchiano in un vortice di malavita che gli costerà caro.  Non mancano le donne in Non essere cattivo, in primis Viviana e Linda, interpretate rispettivamente da Silvia D’Amico e Roberta Mettei. Spiantata e piantagrane la prima, ma con un gran cuore e una forza d’animo senza pari; donna delle pulizie e madre single la seconda, sempre in lotta con le bollette e il desiderio di dare al figlio adolescente una vita migliore della sua. Apparentemente agli antipodi, queste due donne, in perenne ricerca di qualcosa di buono, riusciranno loro malgrado a stravolgere la vita degli uomini che si ritrovano accanto.

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L’Accattone di Pier Paolo Pasolini con la maschera tragica di Franco Citti, rabbiosa e tormentata come ogni giovane dell’epoca, qui lascia il posto ai giovani drogati della periferia, attanagliati dalla stessa inquietudine di vivere, senza occupazione, senza prospettiva, senza speranza. Gli anni Novanta sono lo spartiacque ideale tra il mondo pasoliniano e la modernità, quando alla coca si sostituisce l’ecstasy, alla cultura militante lo status symbol televisivo, rendendo il film un quadro vivente, autentico, una fotografia ingiallita di un mondo superato, ma poi nemmeno troppo. Valerio Mastrandrea, protagonista del secondo episodio della trilogia, L’odore della nottegrande amico di Caligari, prende in mano il destino del film rimasto orfano e ne permette la realizzazione, concludendo in bellezza con la splendida colonna sonora, firmata anche da Riccardo Sinigallia con A cuor leggero, la canzone che scorre lungo i titoli di coda. Claudio Caligari, uno dei rarissimi registi indipendenti del panorama italiano (aveva iniziato la sua ricerca con il documentario Droga che fare, nel 1976, con un altro outsider, Daniele Segre) ha girato una manciata di pellicole nell’arco di trent’anni. Perché, per fare vero cinema, devi conoscere ciò di cui vuoi parlare, e Claudio ha saputo regalare un’obbiettiva quanto tragica panoramica di un gruppo di giovani allo sbando, piena di pathos nella sua più elevata sfumatura di significato. Un film bellissimo.

A proposito dell'autore

Francesca Solazzo

Età indefinita, una laurea e un master nell' armadio. Laureanda in Scienze dello Spettacolo e cinefila nostalgica. Ama Welles e Hitchcock, la fantascienza degli anni d'oro, il caffè e la pizza. Voleva entrare in una rock band, ma il cinema l' ha distratta. Le piacerebbe fare Colazione con Tiffany.