The Prestige

All'inizio del '900, a Londra i due più importanti illusionisti del periodo, Robert Angier e Alfred Borden danno vita ad un duello di abilità. Ma quando entrano a contatto con il genio di Nikola Tesla la posta in gioco diventa più alta e pericolosa.
    Diretto da: Christopher Nolan
    Genere: fantascienza
    Durata: 130'
    Con: Christopher Bale, Hugh Jackman
    Paese: USA
    Anno: 2006
8.2

Uno dei motivi di maggior fascino del cinema di Nolan è la sua concezione anti autoriale. A Nolan non interessa mostrare alcun virtuosismo della mdp, non fa film per legittimare una precisa identità formalistica, o una presunzione di “esegeta” dell’inquadratura tipicizzata. Il suo cinema si circoscrive in una densità segnica che appartiene al cinema puro e semplice, al cinema materico, al cinema che serve ad uno scopo, che ha un suo senso, che si limita alla configurazione di un orizzonte temporale-logistico ben prestabilito. Le coordinate della sua meccanica cinematica si elevano quindi ad uno statuto puramente mentale e quindi emozionale, se è pur vero che è la mente la zona più erogena dello spettatore.

Questa tesi la si può trovare, lampante, in un film come The Prestige (2006), film di costruzione, di sintesi, di giochi di coppie inteso nella nebulosa del prisma scenico che inverte i ruoli e converte la semantica interpretativa in un nuovo statuto della scienza filmica. E’ un film profondamente immaginifico, un duello di ombre e di forze concentriche che vengono illuminate dal senziente drammaturgico nella concezione concreta di una dialettica che lascia sempre spazio ad un dubbio sempre più insinuante nelle pieghe di un cinema alterno e alterco, fluviale e denso di organigrammi senza soluzione.

Un grande film sul dubbio delle identità, sulla mancanza di un centro gravitazionale, sulla teatralità della messa in scena che si trasforma in sintesi collidente al metro interpretativo di una tentazione verso l’assoluto. Nolan tocca corde remote e delicate, ritorna sempre al concetto antico del dubbio della parafrasi dell’enigma, genera una ricognizione segnica verso la prospettiva di un altrove ribollente di false piste, nella riduzione del campo visivo in cui la sua estetica si colloca.

La struttura di The Prestige forse risente ancora di una concezione narrativo-estetica in cui la parola, il dialogo hanno una importanza maggiore rispetto alle immagini. Inception farà piazza pulita di questo modello e si abbandonerà completamente all’immagine, restituendo l’intrigo visivo di un universo estetico dominato dal caso e dal principio di indeterminazione che lascia involvere ogni situazione verso un preciso luogo di definizione, in cui ogni personaggio perde il proprio ruolo iniziale per assumere una direzione imprecisa. E’ anche per questo che si può senza dubbio affermare che The Prestige sia un’operazione insidiosa e in perenne mutazione, anche dopo l’ennesima visione.
Nolan sa come trattare gli enigmi della mente, è un regista che finora non ha mai deluso il proprio pubblico.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).