Forza maggiore

Svezia, tempo presente. Una famiglia trascorre la settimana bianca in Francia. Durante il pranzo in un ristorante una valanga si dirige verso di loro. Il marito scappa impaurito lasciano la moglie sola con i figli. Quest’ultima inizia a provare un risentimento sempre maggiore nei suoi confronti.
    Diretto da: Ruben Ostlund
    Genere: drammatico
    Durata: 120
    Con: Johannes Kuhnke, Lisa Loven Kongsli
    Paese: SVE, FRA
    Anno: 2014
7.2

A tre anni di distanza da Play lo svedese Ruben Őstlund ha presentato al Festival di Cannes 2014 nella sezione Un Certain Regard il suo nuovo dramma, Forza maggiore, arrivato solo quest’anno nei nostri cinema, e in home video dal 29 giugno. Il regista e sceneggiatore Őstlund ci mostra come da un evento imprevisto e apparentemente nefasto possa generarsi una concatenazione di eventi fastidiosi e inevitabili. All’arrivo della valanga il padre di famiglia Tomas, piuttosto che occuparsi della protezione della sua famiglia (una moglie, due figli), preso dalla paura, prova a scappare. Non appena tutti si tranquillizzano per il pericolo scampato, gli animi si accendono: la moglie Ebba, resasi conto del gesto discutibile del marito, inizia man mano a distaccarsi da lui e a rinfacciargli le sue responsabilità. La tensione cresce sempre di più tra i coniugi, e ad avvertirlo sono sopratutto i figli, che da bambini solari diventano irrequieti e pressanti. Il confronto con la coppia di amici venuta a trovarli e gli ospiti dell’hotel non aiuta, ma crea ulteriori disagi e fraintendimenti.

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L’idea di trarre una discussione su temi etici e morali dal probabile scatenarsi di un evento nefasto naturale (la vis maior del titolo) è particolare e apprezzabile poiché spesso le discussioni familiari o interpersonali nascono proprio per cause naturali e imprevedibili. Altrettanto encomiabile ed interessante è la scelta di impostare una ribellione tutta al femminile verso l’atteggiamento maritale, date le circostanze attuali, in cui sono ancora le donne a soccombere in certe dinamiche, specie sentimentali. Il prototipo del maschio virile ed incorruttibile viene annientato. Ogni attribuzione sessuale ed ideale si piega al concetto di uomo primordiale e puro: se provi paura, scappi. Poco importa se sei un uomo adulto e hai una famiglia da accudire.

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Ciò che può essere rimproverato è il tentativo di prevaricazione deciso ed asfissiante di Ebba, la donna non cerca davvero spiegazioni, ma usa il pretesto della valanga per mettere alle strette il marito a causa di insicurezze personali e vicende antecedenti. Non è una moglie comprensiva, ma aggressiva e nevrotica. La riflessione sui propri errori può costituire il barlume di speranza per un lieto fine? Forza maggiore è un dramma, con diversi piani sequenza interni alla baita di montagna e con brani di musica classica (come Antonio Vivaldi) efficaci, che fa riflettere e ci pone una serie di interrogativi cui non sempre si può trovare una risposta. Oltre ad aver vinto il premio della giuria nella sezione Un Certain Regard, il film ha ottenuto il riconoscimento come miglior film ai Guldbagge Awards.

A proposito dell'autore

Maria Chiara Ronza

A 12 anni L'uomo che sapeva troppo (1956) di Hitchcock le ha cambiato la vita, arricchendola di emozioni cinefile quotidiane di qualsiasi natura. Non potrebbe vivere senza la musica di Bach e di Bob Dylan, ma anche della filosofia di Hegel. Legge poesie tutti i giorni per buona abitudine. Ma studia anche Giurisprudenza per la passione per tutto ciò che é di natura giuridica. Ha collaborato per Giornale Apollo, e collabora per CineCaverna.