Tra le nuvole

La monotona vita del Ryan Bingham, facoltoso tagliatore di teste costantemente in viaggio in aereo, prende una svolta dall'incontro con Alex Goran, una donna che gli assomiglia in tutto e per tutto.
    Diretto da: Jason Reitman
    Genere: commedia
    Durata: 109'
    Con: George Clooney, Vera Farmiga
    Paese: USA
    Anno: 2009
7.3

Riassumere il senso del proprio tempo in una semplice formula. Adattare il montaggio alla più alta forma espressiva per affermare come nella cosiddetta “società liquida” non solo l’apparenza sia tutto, ma che la direzione che ognuno prende nella propria vita sarà mutuata da mille proposizioni sconosciute e insondabili.

E’ con questo metodo che Jason Reitman ha sondato l’omonimo romanzo di Walter Kirn e ne ha fatto un’implacabile saggio sulla solitudine contemporanea.
Tutto sembra andare per il verso giusto a Ryan Bingham (George Clooney), il suo futuro sembra pieno di prospettive, nel suo totale grigiore interno, nella sua pedissequa ripetizione degli stessi gesti quotidiani; ma quando incontra Alex Goran (Vera Farmiga), la sua vita cambia, iniziando una breve ed intensa relazione con una donna che lo lascerà in un abisso di incertezze, nella consapevolezza del proprio tempo perduto.
Tra le nuvole è una commedia di stampo classico, procede come una sinfonia ritmata dagli acuti, in cui le battute risuonano come fossero dettare in punta di penna. La perfezione viene raggiunta a tutti i livelli della narrazione.
Nel film di Reitman il motore di ogni azione viene scandito dai voli sempre uguali degli aerei di linea che funzionano come vettori di senso, in cui i personaggi si muovono come all’interno di bare di ghiaccio. Nulla viene lasciato al caso. La regia di Reitman si muove come una serpe in seno ad un sistema (l’economia americana in crisi) malato dal di dentro.
Il mercato del lavoro americano è stato dilaniato dalla crisi iniziata nel 2008, e forse proprio per questo, Tra le nuvole è un trattato di sociologia fuori dal comune sui famosi “tagliatori di teste”, i quali appunto, hanno una mole di lavoro molto più alta della norma.
“E’ il nostro momento” afferma Gregory (Jason Bateman), il Superiore della coppia Bingham-Kenner, dopo aver sottolineato il grave momento di crisi che attanaglia il paese, e nella suo determinismo affiora tutta l’amara ironia del momento. Famiglie ed imprese sono sull’orlo del lastrico, ma per loro vale il motto “e’ qui la festa”_ nothing personal, baby, it’s business!_ è il motto che la fa da pardone.
In questo Reitman preclude ogni possibilità di commento ironico da parte dei suoi antieroi. Quando Bingham tiene le sue conferenze, nei suoi discorsi si può sentire, in sotto traccia, come un rimprovero sarcastico, come fosse la fine di qualcosa, come se mente e cuore non comunicassero più.
Questo si vede anche nella magnifica scena in cui Bingham e Goran mostrano le lo carte di credito.
E’ una scena che viene tratteggiata in modo delicato e triviale, in cui i due personaggi, ricchi e amorali, si scambiano le proprie avventure/disavventure riguardo al proprio status sociale.
Nulla può fermare questi squali, la cui disputa sessuale è basata, sempre in sotto traccia, sui benefici che hanno ottenuto togliendo il lavoro ai disperati che non ce l’hanno più. Reitman sa sempre quello che inquadra, e rimane lì a fissare il legame vuoto che c’è tra due personaggi privi di scrupoli.
La parte finale è la più solare, Bingham aiuta il futuro cognato a superare una pesante crisi psicologica pre-matrimonio e riacquista la fiducia persa in passato dalla famiglia e da sua sorella.
Alex l’accompagna, appoggiandolo divertita, in quello che per lei è solo un gioco, ma che per Bingham è sempre stato qualcosa di serio. A festa finita lui va alla porta di lei e scopre che ha una famiglia, si parlano al telefono e lei gli dice che per lui è stato “solo una parentesi”. Bingham capisce che la festa e l’illusione sono finite e se ne ritorna a fare la sua solita vita solitaria, quella che si è scelto, perché come gli dice Alex “non lo sai nemmeno tu quello che vuoi”.
Così è Bingham. Un uomo perfetto che non sa quello che vuole, un tagliatore di teste il cui lavoro è “traghettare le persone nel limbo della ricerca estenuante di un nuovo lavoro”. Bingham è l’uomo nuovo, l’uomo che si è fatto strada sulla pelle degli altri ed è pronto a fare sue massime che lo ridurranno in cenere. Una cosa è certa: Reitman ha individuato alla perfezione lo spirito del suo tempo.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).