Diane Kruger non è una grande attrice, nonostante Bastardi senza gloria di Tarantino. Ma in quanto a bellezza, eleganza, fascino, i suoi tratti delicati disegnano una figura femminile di elevatissimo potenziale divistico. Diane Kruger è uno splendore di innocenza e regalità, uno sogno ad occhi aperti, come fosse una sorta di Principessa tedesca. Bellezza nordica, oggi gelidi e languidi, silhouette leggera, fianchi modellati, alta quel tanto che basta perché la figura svetti imperiale ed ossequiosa di tanta leggiadra densità allusiva. Il suo volto pare emani un profumo di gelso e gerani che fa sognare lo spettatore.

Forse nemmeno Nicole Kidman era tanto bella dieci anni fa. Nicole Kidman, a differenza di Diane Kruger, è una grande attrice, ha offerto grandi, enormi performance, è stata oscarizzata, ed è riconosciuta universalmente come una Diva in perenne ascesa. Diane Kruger non ha le stesse caratteristiche, ma forse la sua bellezza potrebbe bilanciare le sue carenze attoriali. Diane Kruger non è che non sappia recitare, il “sapere o non sapere recitare”, o il “recitare male” sono considerazioni banali e fine a se stesse. Fondamentalmente tutti sanno recitare (a parte forse Isla Fisher, vista nell’ultima tremenda schifezza di riporto di John Landis, Ladri di cadaveri, dove fa di tutto per rendersi adorabilmente inutile ed antipatica allo spettatore, e conferma anche la pochezza dell’attrice, vista in un’altra cosa striminzita come I love shopping, film che anche grazie all’enorme equivoco che è la Fisher, non arriva da nessuna parte), quello che è più difficile è impadronirsi del personaggio, della scena, dello schermo, ovvero, il cosiddetto “bucare lo schermo” e riuscire ad oltrepassare lo schermo.

Questo, per esempio, riesce molto bene ad una giovane attrice, quasi una ragazzina, come Emily Browning. A Diane Kruger questo davvero non riesce. Ma a questo punto la cosa forse perde d’importanza, davanti a lineamenti tanto lievi e soffusi. La Kruger riesce veramente a far volare lo sguardo dello spettatore che rimane incantato di fronte alle sue ciglia, ai suoi occhi, quasi disegnassero un firmamento di silenzioso pudore.

Diane Kruger può in definitiva essere considerata una Principessa. Credo che con i suoi lineamenti potrebbero far cadere nel più completo innamoramento qualsiasi spettatore dotato di un minimo riserbo di fronte a tanta illusione serafica di bellezza incontaminata.
Se la sentirete in tedesco su youtube mentre canta “supercalifragilistichespiralidoso” potreste avrete un’esperienza quasi mistica.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).