Looper - In fuga dal passato

Nel 2044 Joe è un sicario che uccidere su commissione persone mandate indietro nel tempo dal 2074. Un giorno però, gli viene mandato un uomo molto particolare. Se stesso invecchiato di 30 anni.
    Diretto da: Rian Johnson
    Genere: fantascienza
    Durata: 119'
    Con: Joseph Gordon-Levitt, Bruce Willis
    Paese: USA
    Anno: 2012
7.2

Looper, il nuovo fenomeno di sci-fi diretto dal semi sconosciuto Rian Johnson è l’ennesima conferma del fatto che i film indirettamente dickiani sono nettamente superiori dei film direttamente tratti da romanzi o racconti di Philip K. Dick.
Looper è una creatura che soffre le ansie del cinema postmoderno. che parte con un inizio folgorante, con una prima parte scarna, decisa che fa presupporre un film ad altissimo concentrato di adrenalina condita dal sottile diradarsi di una nebbia sempre più fitta di intrighi e misteri, memore forse, dell’esperienza probabilmente irripetibile della visione di un monstrum della narrazione diegetica come Inception. La seconda parte del film, con l’entrata in scena di Bruce Willis e Emily Blunt segue una flessione della diaframma narrativo che più che deludere, spiazza, riducendo l’equazione del film ad una  lotta tra il bene e il male per la salvaguardia del futuro, ovvero, la salvezza del bambino telecinetico.

Gli intenti di Johnson sono chiari e dicono della necessità del cinema di sci-fi odierno di togliersi di dosso le scorie del cinema alieno di Spielberg per iniziare una nuova era che porti il genere a confrontarsi con qualcosa di più ampio, di incontrollato e di audacemente irrisolto.
Si tratta di un cinema che utilizza il dato temporale per mostrare il mutamento della macchina pandemica del cinema, una macchina che assume diversi punti di vista, li gemella, partorendo nuovi angoli di visione, allargando una prospettiva che si vorrebbe ampliata verso un concetto nuovo del genere, in cui il “cattivo” e il buono diventa pedine di un gioco più grande di loro.

Looper è la dimostrazione che un salto verso l’imponderabile si può e si deve tentare. la sua struttura è materica e organica, certo, Inception rimane lì tra i capolavori ineguagliabili, ma Johnson tenta comunque un’altra riduzione del campo visivo, prova a cambiare nuovamente le carte in tavola, polarizzando i caratteri, assorbendo il tempo come una micidiale condanna oltre la quale c’è solo la pena della visione ultraterrena, una sintesi di degrado e morale e annientamento delle strutture sociali.
Il finale con il bambino telecinetico azzarda una deviazione abbastanza coraggiosa, forse poco condivisibile ma totalmente consapevole e trascendentale. Il film esplode nel gioco surreale e si ritrova a giustificare un finale fin troppo benevolo, ma la costruzione in fieri insegna che un altro sguardo è possibile.

Lo sguardo di Johnson taglia le inquadrature, le fende, erigendo steccati tra la propria opera e lo spettatore, rendendolo succube di qualcosa di estremamente seducente ma ancora troppo invisibile per essere adottato da uno sguardo che abbia “imparato” a vedere il tempo.
Looper tenta di soverchiare categorie estetiche già segnate dal tempo della visione, Johnson si farà un nome nell’alveo della categoria sci-fi? Di certo con Joseph Gordon-Levitt si può dire che di aver scoperto una nuova Star.

A proposito dell'autore

Michele Centini

Classe 1981, co-fondatore di CineRunner, ha iniziato come blogger nel 2009, ha collaborato con Sentieri Selvaggi. I suoi autori feticcio sono Roman Polanski e Aleksandr Sokurov. Due cult: Moulin Rouge (2001) e Scarpette Rosse (1948).